15 dicembre 2017 - 3:36
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Musica Incontro. Quando il nome dice tutto

Musica Incontro è una scuola di musica che nasce a Roma il 18 settembre di otto anni fa, da un’iniziativa della Provincia di Roma e di Riccardo Peddeu, all’epoca un giovanissimo promoter di eventi musicali. Ma per capire la mission di Musica Incontro bisogna partire dalla storia di chi sta dietro a questo progetto. Riccardo Peddeu, ora trentacinquenne, si avvicina al mondo della musica fin da piccolo, suonando la chitarra, ma le sue prime esperienze lavorative riguardano tutt’altro. Disegna per una casa che produce cartoni, fino a quando, dopo aver avuto la possibilità di lavorare alla produzione del film “Harry Potter”,  decide di cambiare rotta e di inserirsi nel mondo della musica e dei concerti. Parte dal basso, guidando camper nei tour di vari musicisti e man mano riesce a farsi notare per le sue capacità imprenditoriali e la voglia di mettersi in gioco. Arriva così a soli 25 anni a lavorare per la Rai e a fare il promoter per concerti di famosi artisti italiani, diventando il più giovane membro di Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo). Gira l’Italia e l’Europa, saltando da una città all’altra, ma il mondo della concertistica, con le sue ipocrisie e la sua crudeltà, non lo convince.  Fare il produttore può essere demotivante per chi non riesce a lavorare con freddezza e distacco, così  Riccardo decide ancora una volta di stravolgere la sua vita e si inserisce in un progetto della Provincia di Roma, avviando un’attività basata sui valori del merito, della collaborazione e della trasparenza. Apre una scuola di musica in cui tutti gli insegnanti sono giovani e preparati e gli alunni sono assegnati loro sulla base di scelte accurate, tenendo conto delle diversità, per tendere ad una stretta connessione tra allievo e docente. In controtendenza rispetto a ciò che è il  “mercato” della musica oggi, l’obiettivo  è quello di far vivere l’arte in maniera seria e genuina e se poi qualcosa di più viene questo sarà il risultato dello studio e dell’impegno e non di una macchinazione commerciale. Nei corridoi della scuola il clima è suggestivo: una ragazza canta distrattamente, si sente provenire da lontano un motivetto appena abbozzato con la chitarra, le pareti sono tappezzate di poster di eventi musicali e foto di allievi e docenti,  l’aria carica di  quel brio che solo l’arte vissuta a 360° può dare. Oggi la scuola ha circa 600 alunni e più di 24 corsi e fornisce ai ragazzi la possibilità di esibirsi nei locali e realizzare registrazioni proprie. Un progetto giovane, che nasce dai giovani e per i giovani, un esempio che discostarsi dal sistema e creare qualcosa di originale, con impegno e serietà, è possibile anche (e soprattutto) a vent’anni.

 

 

Ariella Fonsi

Ariella Fonsi

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