“Lo studio è come la luce che illumina la tenebra dell’ignoranza, e la conoscenza che ne risulta è il supremo possesso, perché non potrà esserci tolto neanche dal più abile dei ladri. Lo studio è l’arma che elimina quel nemico che è l’ignoranza. È anche il miglior amico che ci guida attraverso tutti i nostri momenti difficili.” (Dalai Lama)
L’essere consapevoli dell’importanza della conoscenza è un’arma inarrestabile in grado di farci affrontare a testa alta qualsiasi situazione e difficoltà che nella vita ci si presenterà.
La nuova rubrica di “diritto ed economia” nasce infatti da quella spinta irrefrenabile che ogni singolo redattore di Globe Trotter possiede verso il voler conoscere la realtà dei fatti dagli occhi di chi, più di noi, possiede esperienza e conoscenza. E’ dagli occhi di ogni singolo docente che noi vogliamo interpretare e farci un ‘idea della realtà per poterla assaporare fino in fondo. Il conoscere la scienza giuridica ed economica è sicuramente uno dei mezzi migliori per poter vivere nella giusta ottica le vicende che molto spesso ci vengono rivelate in modo erroneo e “guidato”. Tali scienze ci aiuteranno a comprendere come la vita si realizza nella società e come noi, oggi da studenti e domani da adulti integrati nel mondo del lavoro, possiamo apportare tutto quel di cui necessita la nostra esistenza.
Come caporedattore della neonata rubrica, vorrei proporre ad ogni singolo collega la maestosità della conoscenza di nuovi orizzonti culturali e sociali, cosicché ognuno di noi non dovrà mai trovarsi nella spiacevole situazione di esser privo di armi; e ad ogni docente vorrei porgere un sincero ringraziamento per aver prestato sempre la propria disponibilità nel realizzare quel che per noi risulta essere un vero e proprio sogno: la vera conoscenza.
Sciogliere il sacro vincolo matrimoniale, contratto davanti allo Stato, ai testimoni, al sindaco e a tanti parenti desiderosi di sentir pronunciare ai propri figli e nipoti il fatidico “Sì, lo voglio”, per il legislatore è diventato più celere e meno articolato.
La recentissima Legge n.55 del 6 maggio 2015 infatti, andando a rinunciare quasi del tutto allo “spatium deliberandi”, periodo entro il quale si è ancora in tempo per un ripensamento sulla drastica decisione, va a colpire i tre lunghi anni di separazione, prima necessari per l’eventuale richiesta di divorzio. Vediamo così trasformarsi in dodici i vecchi e lunghi trentasei mesi; il termine andrà poi a decorrere dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.
Ipotesi leggermente differente, la si riscontra nel divorzio consensuale; in tal caso infatti, si riduce a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio. I sei mesi decorreranno dalla data certificata nell’accordo di separazione, raggiunto a seguito della negoziazione assistita da avvocati, o dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile.
Un’altra novità apportata dalla norma riguarda la separazione della comunione legale; mentre in precedenza, per lo scioglimento di essa era necessario il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale, ad oggi è sufficiente l’autorizzazione per i coniugi a vivere separati, da parte del presidente del tribunale.
Dalle disposizioni sopraccitate possiamo agevolmente comprendere come l’indissolubilità del matrimonio sia, nel tempo, andata affievolendosi sempre di più. Il legislatore infatti, tenendo a mente il proprio dovere di regolamentare la società, ha in cuor suo rinunciato a quella sacralità così altisonante che in passato, rendeva l’intromissione della legge un fatto che sicuramente non lasciava spazio a grossi sentimentalismi. Egli si è quindi conformato ad esigenze sociali sempre più comuni ed egli, come Garibaldi rispose al generale La Marmora nella sua inarrestabile avanzata verso Trento contro gli Austriaci, dice oggi alla società “Obbedisco”.

