8 Dicembre 2019 - 6:55
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Tradizioni natalizie in Catalogna

Ciascun paese, per quanto moderno ed integrato nel sistema occidentale, conserva e perpetua tradizioni locali proprie, radicate nella sua storia e cultura, che divengono col passare del tempo parte integrante d’ identità nazionale. Le tradizioni natalizie non fanno eccezione, in particolare in una comunità come quella catalana, la quale conserva una fortissima autonomia non solo sul piano politico, ma anche e sopratutto su quello culturale. Mentre infatti nel resto della Spagna le famiglie s’affrettano nella tradizionale preparazione dell’albero e nella caccia ai regali, a Barcellona la gente è intenta a d acquistare i peculiarissimi Caga Tiós y Caganers.

Il Caganer altro non è che un elemento del presepe: esso rappresenta un uomo catalano negli abiti tipici, accovacciato con i pantaloni alle ginocchia, tutto preso nel suo defecare! Piccoli negozi di artigiani in ogni angolo pullulano di statuette delle tipologie più diverse: attori, calciatori e politici tutti nella stessa posizione e rigorosamente con i pantaloni abbassati.

Tale tradizione catalana, risalente al XVIII secolo, vuole che questa figura porti buona fortuna: le feci infatti fertilizzano la terra, ragione per cui il caganer si considera simbolo di prosperità per l’anno che viene.

La passione catalana per la defecazione non si limita però al presepe: la tradizione del Caga Tiò inizia infatti l’ 8 dicembre, il giorno della festa dell’Immacolata Concezione che da inizio al periodo natalizio. Il nome significa letteralmente “tronco cacante”: altro non è infatti che un tronco di grandi dimensioni sul quale però si disegnano occhi e bocca sorridente; sul capo invece, si pone un berretto tipico delle zone rurali, detto “ Barretina” .

Tutti i giorni, tra l’8 dicembre e la vigilia di Natale, ai bambini spetta il compito di occuparsi del Caga Tiò: lo coprono dunque con una coperta affinché non prenda freddo, e s’incaricano di dargli da mangiare tutte le sere. In questo modo si assicurano che si riempia per bene: infatti, Più il Tió mangerà e più cagherà la sera di natale! La notte della Vigilia, dopo il cenone, il dolce è offerto proprio dal grande tronco .

I bambini, armati di bastone, lo colpiscono cantando:

Caga Tió avellanes I torró

Si no vols cagar

Et donanem un cop de pal.

(“Caga Tió nocciole e torrone

se non vuoi fare la cacca

ti colpiremo con un bastone”)

A quel punto i bimbi guardano sotto la coperta e vengono copiosamente ricompensati delle molteplici cure dedicategli: il al Caga Tiò infatti, si è finalmente “liberato”, donando quanti più dolci e regali possibili!

Articolo a cura di Chiara Micheli

Redazione

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