8 Dicembre 2019 - 6:53
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Se noi cresciamo, decresce il nostro spirito natalizio?

Dicembre è da sempre legato indissolubilmente al Natale.

Forse è strano soffermarsi su quanti significati possano caratterizzare questa festività a seconda del paese in cui viviamo o di quanti anni abbiamo.

Natale però è proprio questo. Un po’ di ogni cosa.

È il piccolo che, tra le braccia di mamma e papà, continua ad additare ogni pubblicità di giocattoli trasmessa in televisione, sperando di riceverli.

È il bambino che, avendo da poco imparato a scrivere, compone attentamente e sotto dettatura la letterina per Babbo Natale, provando a non fare errori e a comportarsi bene per poi trovarli tutti sotto l’albero.

È il ragazzo che, alle prese con la sua prima cotta e con la timidezza, vorrebbe solo la sua lei.

È il giovane che aspetta la chiamata per il lavoro dei suoi sogni.

È il genitore sulle cui labbra appare un sorriso sincero nel vedere la propria famiglia riunita intorno alla tavola.

È il nonno che gioisce nel vedere i propri nipoti scartare con stupore i pacchetti e che assume la consapevolezza di non poterli vedere crescere tutti.

Ma Natale è anche il labirinto di stradine di un centro storico intrinseco di tradizioni secolari, gli addobbi, le luminarie stravaganti, la piazza principale arricchita da un maestoso abete, il caldo abbraccio delle vetrine dei negozi, i commessi che consegnano le confezioni regalo assieme a degli auguri sinceri, la parrocchia che si prepara alla veglia della notte del 24, le pasticcerie che espongono panettoni e pandori in vetrina in grado di accontentare anche il palato più esigente.

Sarà forse vero che l’unica cosa triste del 25 dicembre è svegliarsi e non essere più un bambino?

Certo che no.

Cresciamo, è inevitabile.

E con noi crescono anche i nostri sogni.

E non li possiamo più trovare sotto l’albero.

No. Ma nelle scelte che intraprendiamo, nelle persone di cui ci circondiamo e nella gentilezza che dimostriamo.

Tutto questo è certamente influenzato dal luogo in cui viviamo e quindi dalle relative tradizioni locali.

Pensiamo di conoscerle tutte?

Eccone 5 davvero.. bizarre!

Avete mai sentito parlare del Festival delle Lanterne Giganti?

Denominato “Ligligan Parul Sampernandu”, esso si tiene ogni anno il sabato prima della vigilia di Natale nella città di San Fernando, la “Capitale del Natale nelle Filippine”.

Undici baranggay (villaggi) partecipano al Festival e in una spietata                   competizione tentano di aggiudicarsi il premio per la lanterna più stravagante che invece in origine era una semplice creazione con un diametro di circa 60 centimetri, realizzata in “papel de hapon” (carta giapponese per origami).

Oggi, le lanterne sono costruite con vari materiali e si sono espanse fino a raggiungere i 6 metri di larghezza.

In Svezia viene annualmente celebrata la Gävle Goat: la capra Yule, alta 13 metri viene esposta nel centro della Piazza del Castello di Gävle in occasione dell’Avvento mentre gli spettatori tentano di bruciarla. Dal 1966, la Capra è stata bruciata con successo 29 volte: la distruzione più recente è avvenuta nel 2016.

In Austria invece, vaga per le città una creatura demoniaca dalle sembianze animalesche: spaventa i bambini e punisce i più monelli.

No, non siamo ad Halloween bensì al cospetto del complice malvagio di San Nicola, il mostruoso Krampus.

Secondo la tradizione, il primo premia i bambini buoni mentre il secondo cattura quelli cattivi e li porta via con sé. 

ll Natale non è mai stato una ricorrenza molto sentita in Giappone ad eccezione dello scambio dei doni. 

Tuttavia, negli ultimi anni si è affermata una “tradizione” piuttosto stravagante: il giorno di Natale, i Giapponesi si concedono un’abbuffata di pollo della celebre catena Kentucky Fried Chicken(KFC).

Forse una delle tradizioni meno ortodosse della vigilia di Natale è quella radicata in Norvegia: gli abitanti nascondono tuttora le loro scope migliori. 

Si tratta di una pratica risalente a diversi secoli fa, quando si credeva che streghe e spiriti maligni uscissero allo scoperto durante la vigilia di Natale alla ricerca di scope da cavalcare. 

Insomma, risulta quasi naturale associare dicembre al Natale ma in realtà è molto di più.

È l’ultimo mese dell’anno, in cui assumiamo la consapevolezza di chi siamo stati fino a quel momento e di chi vogliamo essere a partire da quello successivo.

 A cura di Elena Sofia Venturi

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