27 Gennaio 2022 - 10:08
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Rittenhouse: il giorno del giudizio

A cura di Rosanna Speciale

In uno stato come il nostro, dove la vendita e l’uso delle armi sono fortemente regolamentati, un contesto come quello degli Stati Uniti appare completamente distante.

Del resto siamo cresciuti con una cultura delle armi diametralmente opposta.

Magari sarebbe tutto diverso se fossimo nati in un contesto come quello delle piccole cittadine degli stati del sud,  se fossimo stati cresciuti con l’idea che uno stato libero è uno stato dove ognuno può portare con sé un’arma , con l’idea che a 16 anni tu sia troppo piccolo per bere, ma abbastanza grande per impugnare un’arma. 

È un fattore meramente culturale, e tutto ciò andrebbe abbastanza bene se solo non ci dovessimo scontrare con storie come quella di Kyle Rittenhouse, che riportano a galla uno dei dibattiti maggiori della politica americana ed internazionale. 

Agosto 2020, nelle strade di Kenosha, piccolo paese del Wisconsin, infervoriscono le proteste per il ” Black lives matter “. Un ragazzo di  soli 17 anni , con fucile in spalla, decide di prendere parte a  «una milizia armata», la «Kenosha Guard». Si danno appuntamento via Facebook per «proteggere la proprietà».  

Kyle viene aggredito e reagisce uccidendo due persone e ferendone una terza. 

Pochi giorni fa la sentenza di non colpevolezza: il ragazzo ha solo agito per legittima difesa. 

Trentacinque le testimonianze ascoltate: tutte confermano la difesa del ragazzo.

Dovrebbe essere un lieto fine per una brutta storia, eppure non posso far altro che pensare a quel ragazzo che a soli 17 anni ha due omicidi alle spalle e l’odio di tanta gente che chiede giustizia per i due ragazzi che hanno perso la vita. 

Il tema della vendita e dell’uso delle armi negli Stati Uniti è un tema ricorrente dai pochi punti d’incontro, resta silente per brevi attimi per poi ritornare in tutte le televisioni internazionali alla strage successiva.  

È innegabile il fatto che le cosiddette “ Mass Murder” rappresentino un problema.

Durante il 2020 si è registrata una sparatoria di massa ogni 73 giorni, dato  leggermente in calo rispetto al 2019 dove si è registrata una sparatoria ogni 36 giorni. Un fattore altrettanto sconvolgente è che la pandemia in corso e le varie proteste che si sono susseguite nell’ultimo anno non hanno fatto altro che aumentare la vendita di armi. 

Nel 2020, le persone hanno acquistato circa 23 milioni di armi, un aumento del 64% rispetto alle vendite del 2019. 

Ad oggi negli Stati Uniti ci sono più persone che armi.

Per una popolazione che si attesta sui 330 milioni di abitanti vi sono 400 milioni di armi. 

I numeri sono chiari, eppure vi basterebbe  parlare con un qualsiasi americano medio per comprendere che i numeri non bastino. 

Un diritto come quello alle armi rappresenta uno dei fulcri della democrazia degli stati uniti : 

« il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.», lo asserisce il II emendamento.  

In una società dove chiunque può trasformarsi nel nemico, dove l’uomo deve mostrare la sua forza e la sua potenza, detenere un’arma equivale quasi ad uno status. Non sei  sufficientemente uomo se non hai mai tenuto un’arma con te.  

Mi chiedo solo se tutto questo, se tutte queste stragi, se tutti quei ragazzi che hanno perso la vita valgano il bisogno costante di fare sfoggio della propria virilità. 

Si sta facendo strada uno scenario drammatico, degno dei peggiori film di second’ordine americani , la “Notte del giudizio” sembra rappresentare il prossimo futuro. 

Una folla inferocita di gente che per vivere ha bisogno di sfogare la propria rabbia attraverso atti di violenza gratuita , in questo caso non ci resta che dire :

“SFOGATEVI E PURIFICATEVI. LO SFOGO È INIZIATO !!” .

Redazione

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