9 Aprile 2020 - 2:48
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Padre si nasce, papà si diventa.

Papà è il primo eroe di un figlio e il primo amore di una figlia.

‘Sono stata anch’io bambina,
di mio padre innamorata’.

Cantava Mia Martini.
Era l’anno 1992.

Da padre a papà.

Due appellativi che potrebbero sembrare simili per definizione, ma che celano dietro due mondi opposti.

Questo ruolo è mutato nel corso degli anni.
Il cambiamento più significativo è stato sicuramente quello avvenuto in seguito alla legge della famiglia del 1975.

Per la prima volta, venivano sanciti tre principi quasi sconosciuti.
Tra questi, la giurisprudenza avrebbe finalmente coniugato sullo stesso piano moglie e marito, attribuendo ad entrambi gli stessi diritti e gli stessi doveri.
L’uomo non è più il pater familias, il capo, colui che decide in ogni circostanza e in qualsiasi materia.
Questi diventa piuttosto un compagno di vita per la consorte e un modello da seguire per i figli.

Padre diventa papà.
Imposizione diventa dialogo.
Saluto diventa abbraccio.
Convivenza diventa conoscenza.
Legame sanguigno diventa legame di cuore.

La festa del papà, complementare a quella della mamma, nasce nei primi decenni del XX secolo per celebrare la paternità, i padri e la loro influenza sociale.
Le radici di questa tradizione affondano però nel 1871 ovvero quando la Chiesa Cattolica proclama San Giuseppe (il cui giorno è il 19 marzo) protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale.
Papa Leone XIII aveva affermato che «In Giuseppe hanno i padri di famiglia il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, concordia e fedeltà coniugale; i vergini un tipo e difensore insieme della integrità verginale. I nobili imparino da lui a conservare anche nella avversa fortuna la loro dignità e i ricchi intendano quali siano quei beni che è necessario desiderare. I proletari e gli operai e quanti in bassa fortuna debbono da lui apprendere ciò che hanno da imitare.»

Tuttavia, negli Stati Uniti questa ricorrenza è stata documentata per la prima volta il 5 luglio 1908 a Fairmont, West Virginia presso la chiesa metodista locale.
Fu la signora Sonora Smart Dodd a sollecitare l’ufficializzazione di questa festa perchè ispirata dal sermone ascoltato in chiesa durante la festa della mamma del 1909.
La Dodd organizzò la festa per la prima volta il 19 giugno 1910 a Spokane.
Ella scelse il mese di giugno poiché in tale mese cadeva il compleanno di suo padre, veterano della guerra di secessione.
Inoltre possiamo vedere come in alcuni Paesi la festa è associata ai padri nel loro ruolo nella sfera nazionale, come in Russia, dove è celebrata come la festa dei difensori della patria (День защитника Отечества), e in Thailandia, dove coincide con il compleanno del defunto sovrano Rama IX, venerato come padre della nazione.

La tradizione vuole che al papà spetti un regalo e che la famiglia condivida il dolce tipico, le zeppole.

Quest’anno invece, anche la tradizione ha dovuto lasciare spazio al delicato momento di emergenza che stiamo vivendo come nazione.
Ma non è un male.
Anzi, ci ha dato la possibilità di apprezzare quelle piccole cose, dal valore grande, che spesso sottovalutiamo o diamo per scontate.

La bellezza di un sorriso complice.
La dolcezza della reciproca complicità.

Papà è una roccia.
Quella alla quale ti aggrappi se ti rendi conto che la vita scorre troppo velocemente e tu hai bisogno di un punto fermo.
Papà è un salvagente.
Quello di cui hai bisogno se ti senti in balia della solitudine.
Papà è una spalla sicura.
Quella su cui ridere e piangere, piangere e ridere insieme.
Papà sono le braccia forti.
Quelle che da piccola, dopo esserti addormentata sul divano o in macchina, ti portavano in camera e magicamente ti ritrovavi nel lettino, senza capire come.
Papà è un porto.
Quello in cui sei nata e cresciuta e che hai lasciato per realizzare i tuoi sogni.
Quello in cui torni non appena ne hai bisogno.
Quello che porti con te per sempre.
Papà è casa.

Questo giorno è per tutti quei padri che amano i propri figli, per quelli che fanno finta di non volere l’ultimo pezzo di torta solo per lasciarlo a loro, per quelli che rischiano la propria vita per la famiglia, per quelli che lavorano dalla mattina alla sera per portare serenità in casa.
Ma questo giorno è anche per quei padri che non ci sono stati, per coloro che hanno preferito non vedere lo spettacolo di figli che avevano tirato su e per quelli che hanno preferito ricominciare altrove.

Padre si nasce, papà si diventa.

A cura di Elena Sofia Venturi.

Papà è il primo eroe di un figlio e il primo amore di una figlia. ‘Sono stata anch’io bambina, di mio padre innamorata’. Cantava Mia Martini. Era l’anno 1992. Da padre a papà. Due appellativi che potrebbero sembrare simili per definizione, ma che celano dietro due mondi opposti. Questo ruolo…

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