22 settembre 2018 - 4:27
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Ostia, il regno dei clan

Il X municipio, sciolto per mafia nel 2015, è formato, oltre che da Ostia, anche da numerosi quartieri popolari, per un totale di 231.723 abitanti. Dopo essere stata controllata dalla banda della Magliana, passò agli eredi Francesco Antonini (detto Sorcanera) e Giovanni Galleone (detto Baficchio), uccisi durante una guerra per il controlla della città.

Attualmente sono cinque le famiglie che si contendono il controllo del territorio: i Fasciani, i Triassi, i Di Silvio, i Casamonica e gli Spada. I primi, nonostante le condanne in primo grado del boss Carmine Fasciani e della moglie Silvia per associazione di stampo mafioso, esercitano ancora il proprio potere attraverso il traffico di droga e l’usura. I Triassi sono coinvolti nel traffico di armi, mentre i Di Silvio, insieme ai Casamonica, si occupano del traffico di stupefacenti, usura e recupero crediti attraverso l’utilizzo della violenza. Infine ci sono gli Spada, al centro dell’attenzione mediatica negli ultimi tempi a causa dell’aggressione al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi, da parte di Roberto Spada, fratello del boss Carmine, detto Romoletto.

Nel 2013 gli Spada stabiliscono il proprio dominio su Nuova Ostia, dove sono considerati da molti dei residenti come punti di riferimento, avendo approfittato del vuoto di potere. Lì non stupisce come Roberto Spada, la cui palestra è stata a lungo gratuita per i giovani del quartiere, sia considerato come un benefattore, in quanto è qui che maggiormente è percepita l’assenza dello Stato, ravvisabile nella mancanza di servizi essenziali come l’illuminazione delle strade o la raccolta dei rifiuti. In realtà, a seguito della condanna per estorsione del fratello, è Roberto che si occupa dell’assegnazione delle case popolari attraverso pestaggi e intimidazioni. Dopo le ultime elezioni per la presidenza, non stupisce come al primo turno, Casapound, movimento neofascista, abbia raggiunto il 9 %, anche grazie all’endorsement del clan Spada al candidato Luca Marsella: nonostante il primo tenti di distaccarsi dalla famiglia criminale, è noto come membri del clan ed esponenti del movimento abbiano presidiato insieme i seggi durante la votazione (senza contare i rapporti di amicizia tra la moglie di Marsella e Roberto Spada).

L’unica soluzione ravvisabile, attualmente, è un’azione forte da parte dello Stato attraverso un’opera di risanamento dei quartieri popolari, investimenti e creazione di opportunità per gli imprenditori, facendo sì che ci si rivolga allo Stato e non alla criminalità per ricevere finanziamenti e non essere più ignorati.  

 

A cura di Edoardo Papi

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