15 dicembre 2017 - 3:32
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“Misunderstandings” provvidenziali

Era febbraio e la sessione invernale stava volgendo al termine: la reclusione era durata fin troppo e l’ultimo esame mi stava prendendo più energie di quanto pensassi. Durante il solito interminabile pomeriggio di studio, mi arrivò un messaggio sul cellulare: “Affrettati ad iscriverti ai nuovi corsi di Arti e Mestieri LUISS!”; cliccai sul link allegato e si aprì una pagina del sito dell’ateneo recante tutte le informazioni logistiche. Tra i corsi offerti, uno in particolare attirò la mia attenzione: quello di Intaglio.  Mi iscrissi a scatola chiusa: avevo bisogno di cambiare aria, conoscere nuove persone e sperimentare qualcosa di nuovo.

Si avvicinava la data della prima lezione e già mi prefiguravo l’atmosfera: trucioli, segatura, scalpelli – tanti ragazzi affaccendati su blocchetti grezzi di legno per dar loro una nuova forma e vita e… invece no!

Venerdi 17 febbraio mi recai alla sede della Temple University stracolma di aspettative che furono sì rispettate, ma in senso lato: l’oggetto del corso non era l’intaglio del legno, bensì una tecnica di stampa! Lì per lì rimasi spiazzata ma l’idea mi incuriosì ugualmente: decisi di cogliere al volo questa sfida, stuzzicata anche dal fatto che le lezioni si sarebbero tenute in inglese proprio per la provenienza dell’ateneo.

Il nostro professore, Devin Kovach, ci ha illustrato passo dopo passo le tecniche maggiormente utilizzate in questa arte e ci ha seguiti nella pratica con attenzione e cura dei dettagli: dalla lavorazione del piatto di zinco solitamente usato e dall’intaglio della stessa superficie, fino alla stesura dell’inchiostro e alla stampa. Insieme con i miei nuovi colleghi americani, ho sperimentato cosa significhi concretamente “sporcarsi le mani” per qualcosa e tirare un sospiro di sollievo davanti ai risultati raggiunti.

Arrivata ormai alla conclusione di questo percorso, posso dire di avere ricevuto molto, non soltanto perché ho appreso effettivamente qualcosa di nuovo, ma soprattutto per aver avuto la possibilità di confrontarmi con un’altra realtà che sia tanto quella artistica – ben distante da quella legale con cui ci rapportiamo quotidianamente – quanto quella culturale dei miei colleghi. Questo corso è stato il pretesto per scoprire nuovi orizzonti e lottare contro i limiti mentali che ci poniamo ogni giorno: noi siamo capaci di fare qualsiasi cosa desideriamo, abbiamo soltanto bisogno di una buona guida e dell’entusiasmo necessario per andare avanti nonostante gli insuccessi.

 

A cura di Gabriella Paternò

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