10 Agosto 2020 - 23:13
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Le festività natalizie viste dalla Russia 

Durante il XX secolo con l’avvento dell’URSS si è stati testimoni dell’unione di quindici paesi dalle più diverse culture, abitudini e religioni situati tra l’Asia e l’Europa. Con l’inizio di questa unione,Lenin (suo fondatore) si adoperò per eliminare ogni tipo di differenza che residuava tra le popolazioni facenti parte della stessa. Una delle più importanti novità fu l’ateismo, che si diffuse su tutto il territorio con conseguente eliminazione di ogni festa religiosa. La conseguenza di cio’ implicava ufficilamente anche l’eliminazione del Natale, tuttavia le tradizioni natalizie cristiane furono “riversate” nei festeggiamenti del capodanno in modo che tutti riuscissero in qualche modo a tenere vivo il Natale con una sorta di “scappatoia”.

Babbo Natale veniva e viene tuttora chiamato “Ded Moroz o ДедМороз”, tradotto letteralmente in italiano con Nonno Gelo. Queste due figure sono però tra loro simili anche se una delle maggiori differenze è la presenza di una figura femminile, più precisamente si tratta di Sniegurochka Снегурочка, nipote di Nonno Gelo. Questa dunque è la tradizione della cultura sovietica, rimasta operativa ancora oggi.

Dunque il Natale confluito nel Capodanno, presenta molte differenze dalla festività occidentale cui tutti siamo abituati. Come già detto, i festeggiamenti sono spostati al 31 dicembre che funge da “vigilia” e al 1° gennaio che funge da “Natale”. È consuetudine consolidata l’organizzazione, negli asili nidi e nelle scuole elementari, di vere e proprie recite durante le quali si cantano canzoni di Capodannotradotte in novogodnie pesni o новогодние песни accompagnati da balli accanto all’albero elka o ёлка. Alla conclusione del musical è tradizione che arrivi Sniegurochka, che insieme ai bambini invocaDed Moroz per far portare i regali a tutti.

Di solito assistono i familiari dei bambini e dopo si torna tutti a casa, per cenare e festeggiare insieme agli altri parenti. 

Non si monta un presepe, poiché si tratta di una festività atea volta a festeggiare l’anno nuovo includendo tutte le comunità, e quindi restabandito tutto quello che puo’ essere incentrato sulla religione. La cena di solito è formata da diverse portate a cominciare dagli antipasti tra i quali l’insalata russa оливьеo l’insalata mimosa мимоза”, per poi passare alle portate principali che possono consistere in piatti a base di  pollo, anatra arrosto o ancora carne marinata e cucinata insieme albrodo come ad esempio il borsh борщ.

Le feste continuano fino ad arrivare al 1° Gennaio, che si passa principalmente a giocare, festeggiare e cantare e per divertirsi tutti insieme. Si passa poi ai festeggiamenti della fine del vecchio anno in attesa di quello nuovo старый новцй год secondo l’usanza del capodanno ortodosso che secondo il calendario Giuliano (diversamente dal nostro calendario gregoriano) cade nella notte fra il 13 ed il 14 Gennaio. Tuttavia anche questa festa è diventata poi atea e viene festeggiata ovunque anche nei paesi che prima dell’ascesa dell’URSS erano musulmani o cattolici o buddisti o altro. Possiamo affermare dunque per concludere questo viaggio nelle terre caucasiche che i modi di festeggiare il Natale e il capodanno tra occidente e oriente sono simili ma allo stesso tempo diversi. 

L’augurio che si usa in questi posti è С новым годом letteralmente “con l’anno nuovo”, noi diremmo Buon Anno ma per rimanere in tema vi auguro Buon Natale e с новым годом!!!

Articolo a cura Zack Conte

Redazione

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