21 Febbraio 2020 - 9:50
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La generazione degenerata

In un momento storico paurosamente lontano l’Italia era una terra ricca di cittadini con un’educazione politica, gente fedele ad un ideale e schierata tra le fila di un partito.

Anche i meno informati avevano una coscienza e potevano sentirsi rappresentati da chi cercava (o diceva di cercare) un modo per dar loro voce.

Questa era l’idea di Democrazia rappresentata dalla Prima Repubblica.

Dopo anni di battaglie i nostri predecessori hanno acquisito il diritto di nominare alcune persone come portavoci della maggioranza, col tempo abbiamo creato delle istituzioni per provare a rendere eterna la tanto agognata forma di governo, per radicarla nei cuori e non farne spegnere le idee. Ma abbiamo fallito?

Polibio, aveva capito già millenni fa che l’uomo è schiavo della sua natura, e delineava l’evoluzione delle forme di governo in modo ciclico: dalla monarchia del sovrano unico e divino si passava alla tirannide di un uomo accecato dal potere, dal governo dei migliori (aristocratici) si degenerava nel governo per interessi di pochi, anche il governo più affine alla natura umana, la Democrazia, finiva con l’essere risucchiata da chi le masse le controlla e le sfrutta, le aizza e le placa; la Demagogia è da sempre nemica della Democrazia.

Oggi più che mai sembra che il populismo stia gettando le basi per una degenerazione oclocratica, dove non esisterà più pianificazione dello Stato a lungo termine ma solamente l’umore del giorno, dove non ci sarà armonia tra i cittadini e accoglienza per le diversità ma solamente odio per una irrazionale paura verso il diverso, dove lo Stato si sfalda in tante entità e perde la sua interezza. È questo quello che vogliamo ?

La Degenerazione non è irreversibile, un modo per tornare indietro esiste ed è semplice, ma richiede un impegno collettivo.

I demagoghi possono marciare solamente sull’ignoranza della folla, sul modo di porre la questione in base all’interesse, e sulla paura per il futuro che tanto accomuna la gente in questi periodi incerti; ma noi, figli della generazione digitale, che abbiamo la possibilità di conoscere i dettagli di qualsiasi questione in pochi secondi, che possiamo navigare sulla rete per approfondire il nostro sguardo sul mondo, e anche spegnere e riaccendere il telefono di nostro nonno apparendo come hacker di fama internazionale, noi possiamo, dobbiamo volerlo.

Solamente informandoci e maturando una coscienza politica possiamo, e dobbiamo, scegliere quale sarà il nostro futuro. Qualsiasi strumento è valido, Globetrotter e qualsiasi altro giornale incluso, l’importante è sviluppare un’attitudine ad andare oltre la superficialità e a comprendere le cause prime dello scorrere del mondo cosi come lo conosciamo oggi.

Volere è Potere.

Articolo a cura di Simone Pisano

Redazione

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