16 Aprile 2021 - 12:28
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IN COLLEGAMENTO DAGLI STATI UNITI, BARACK OBAMA PER FABIO FAZIO

Domenica 7 febbraio 2021, gli studi di Rai 3 hanno avuto come ospite un uomo non proprio ordinario; Barack Obama, in collegamento dagli USA, ha parlato della sua autobiografia, aprendosi circa gli eventi più significativi e i main-pillars della sua vita.

“Un sogno che si realizza”, “Un vero e proprio evento”: In questo modo Fabio Fazio ha aperto la puntata del programma Che Tempo che fa, con un ospite speciale: il 44° presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

L’ex Presidente è stato accolto negli studi di Rai 3, in collegamento dagli USA, per poter presentare il suo romanzo autobiografico: La terra promessa, uscito lo scorso novembre 2020, edito in Italia da Garzanti.

Obama ha aperto l’intervista con un semplice ed informale “Ciao” alla redazione e al pubblico, mostrando il suo entusiasmo nel prendere parte alla trasmissione e il suo dispiacere per le circostanze che hanno reso possibile unicamente un’intervista da lontano.

Introducendo il suo libro, Obama ha affermato che il suo scopo primario era finalmente “aprire il sipario”, demitizzare la figura del politico e mostrare alle persone, e soprattutto ai ragazzi, che anche il presidente degli USA è un uomo e, in quanto tale, può avere dubbi e fare errori. “La politica è imperfetta, proprio come tutte le cose che fanno gli esseri umani”.

Continuando, Obama si è concentrato su quei temi che lo hanno accompagnato non solo negli otto anni da Presidente, ma anche nel resto della sua vita: la fallibilità dell’uomo e la democrazia.

Innanzitutto, ha svelato, che il suo sogno di bambino, non era certo quello di diventare Presidente degli Stati Uniti; anzi, da piccolo, sognava di fare l’architetto, o magari anche il giocatore di basket, anche se effettivamente non era bravo come Lebron James. La consapevolezza di voler divenire presidente è arrivata solo all’università, spinto dal desiderio di essere “un brav’uomo”, che potesse dare il suo contributo alla società, proprio come volevano i suoi genitori e i suoi nonni. Eppure, ha sottolineato Obama, essere Presidente non è stato facile e non può essere facile per nessun uomo: “essere l’uomo più potente del mondo, a volte, non basta”. Infatti, l’ex Presidente, ha affermato, con una rammaricata consapevolezza stampata in faccia, che “essere Presidente ti fa sentire potente ma ci sono eventi in tutto il mondo che non puoi controllare anche se sei coscienzioso, ci sono cose che ti spezzano il cuore, come quello che è accaduto in Siria: la Primavera araba era una promessa che in Siria è diventata una guerra civile, che ha portato l’intervento di russi e iraniani. Ho cercato di prendere delle decisioni che migliorassero la situazione senza invadere di nuovo un altro Paese”.

Il tema che è stato forse più indagato è quello riguardante la democrazia, con le sue mutazioni e le sue colonne portanti. Obama ha affermato: “Viviamo in un’era in cui siamo annegati dalle informazioni e non abbiamo mai come oggi visto contestare la realtà. La gente è incerta e cerca risposte troppo facili per spiegarsi situazioni che li confondono”. La democrazia dovrebbe portare alla logica e alla ragione, perciò, riflette Obama, oggi i social e tutte le fonti di informazioni poco attendibili dovrebbero essere meglio controllati.

Sul tema “Democrazia”, non poteva certo mancare da parte di Fazio la domanda sui fatti dello scorso 6 gennaio e l’assalto al Campidoglio da parte dei sostenitori di Donald Trump. “Non dobbiamo cancellare ciò che è successo” ha affermato Obama “perché la democrazia non è un dono che viene dal cielo, la dobbiamo sempre rinnovare, dobbiamo sempre investire nella democrazia”. L’ex presidente, ha concluso la sua riflessione sul sistema democratico sostenendo che l’assalto di Capital Hill ha rappresentato un vero e proprio assalto alle libertà, ai diritti e doveri democratici e, di fatto, ha simboleggiato quel conflitto che ha luogo in tutto il mondo tra coloro che credono nella democrazia e nell’inclusione e coloro che credono nel razzismo, tribalismo e suprematismo.

Dopo le ultime riflessioni sulla democrazia e dopo aver incitato a “credere maggiormente nei propri principi, senza cedere a chi nel mondo vuole solo creare tensione”, l’intervista si è conclusa. Un cordiale saluto tra Fazio e Obama che ha promesso: “La voglio incontrare personalmente”. E il conduttore ha risposto: “La aspetto, sarebbe un onore”.

Articolo a cura di Francesca Boscaino

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