7 Luglio 2022 - 8:14
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Immigrazione: rifugiati e profughi in Italia

Nelle ultime settimane, purtroppo, abbiamo sentito spesso la parola “rifugiati” e “profughi” a causa dell’attuale situazione che si è venuta a creare in Ucraina. Si è sviluppato un dibattito su come le persone, effettivamente, valutano i profughi in base all’etnia, alla nazionalità, alla lingua e alla cultura (religiosa e non).
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’escalation di sbarchi sulle coste della Sicilia di migranti provenienti dal Nord Africa, e tante volte, questi sbarchi non avvenivano poiché i mezzi utilizzati non erano ritenuti consoni e adatti a determinate tratte e situazioni meteorologiche. Abbiamo assistito a personaggi politici e talvolta, anche istituzionali, che ripudiavano gli sbarchi sulle coste italiane e condannavano i volontari che in mare aperto, andavano a salvare vite “appese” a un gommone.
In queste settimane abbiamo assistito a tanta incoerenza e a tanta superficialità in merito alla tematica dell’immigrazione.

La guerra, attualmente, viene percepita maggiormente perché è presente in Europa, e ci stiamo mettendo nei panni di tutta la popolazione, che sta subendo barbarie, indipendentemente dalla loro nazione d’appartenenza. Purtroppo, le guerre sono sempre continuate in tutto il mondo, senza mai cessare. Le guerre inter statali, extra statali, civili, sono sempre presenti e noi giriamo solamente la testa oppure gli diamo poco peso.
Così, quando donne, bambini, ragazzi e uomini arrivano su un gommone vengono visti come predatori di lavoro, sfruttatori di un’economia che non è la loro e che, secondo molte persone, non gli potrà mai appartenere.
La tematica dei profughi e dei migranti viene spesso dibattuta e, come citato in un mio articolo dell’anno scorso, “immigrato” ed “emigrante” sono parole che vengono viste e sentite in maniera differente. Per tanti la parola “immigrato” ha una connotazione negativa e, a tratti, dispregiativa; la parola “emigrante”, al contrario, viene accolta con una connotazione talmente positiva che, spesso, si invidia la persona che emigra per il suo coraggio e la sua forza.
 
A dicembre 2020, il decreto-legge 130, approvato dal governo Conte II, è stato convertito in legge. Questo decreto-legge fa riferimento, come il decreto sicurezza, al decreto legislativo 142/2015. Questa legge contiene delle disposizioni urgenti nell’ambito dell’immigrazione, protezione internazionale e complementare. Questo provvedimento va a riformare il “decreto sicurezza”, approvato dal governo Conte I.
Secondo questa legge, i cittadini stranieri che arrivano su territorio italiano, in maniera irregolare, vengono accolti in centri governativi siti nelle vicinanze dei punti di sbarco o di principale ingresso nel paese. Vengono in primis assistiti a livello sanitario e vengono attuate le pre-identificazioni. In questi centri avvengono anche i primi scambi di informazioni sulle procedure burocratiche per i richiedenti asilo.
I richiedenti asilo, in Italia, vengono trasferiti nei Centri di prima assistenza (i CPA) che sono strutture d’accoglienza di primo livello. Proprio in questi centri, avvengono gli accertamenti sullo stato di salute degli ospiti.
Il passo successivo all’accoglienza dei richiedenti asilo è attuato dal Sistema di accoglienza e integrazione (SAI). È una tipologia d’accoglienza che ha come obiettivo finale l’integrazione. Il SAI opera su due livelli: uno riservato ai titolari di protezione e l’altro riservato ai richiedenti asilo.
Al termine del periodo all’interno del SAI, le amministrazioni locali hanno la possibilità di attivare ulteriori iniziative per andare a sviluppare l’autonomia individuale della persona in questione.
 
Da dove provengono la maggior parte degli immigrati presenti sul territorio italiano è una delle questioni più dibattute da tutti i cittadini italiani, da quando si parla di immigrazione. Secondo la maggior parte della popolazione italiana, la maggior parte degli immigrati sarebbe di origine africana: non è così.
La maggioranza degli immigrati presenti sul nostro territorio è di provenienza europea, mentre gli immigrati provenienti dall’Africa sono la metà di quelli che arrivano dall’Europa.
Secondo i dati Istat del 2018, gli immigrati in Italia sono l’8,5% della popolazione italiana. Di questi, circa il 51% sono cittadini europei, il 21% provengono dall’Asia e il 7% dal continente americano. Solamente circa un milione di persone proviene dall’Africa.
 
Gli immigrati provenienti dall’Africa spesso restano “incastrati” in Italia per via del Regolamento di Dublino. Mediante questo Regolamento i migranti devono ottenere assistenza dal primo Paese in cui mettono piede e che li deve fornire dei documenti necessari per spostarsi all’interno del territorio dell’UE. Questo Regolamento venne approvato nel 2003 dal governo Berlusconi e venne confermato nel 2013 col governo Letta. Il Parlamento europeo negli anni ha provato a porre alcune modifiche al documento, ma esse non sono mai state apportate per via dei voti contrari di alcuni parlamentari, tra cui italiani.
 
Nel 2021, in Italia, sono sbarcati circa 67mila migranti, al contrario del 2020 che ne contava circa 34mila: un aumento del 97%

A cura di Carola Cavagnaro

Redazione

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