22 Ottobre 2020 - 22:35
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ANSA / Carlo Cozzoli / Fotogramma

IL PARTIGIANO PAPPALARDO

Il virus non esiste, è una truffa, un enorme complotto mediatico che coinvolge medici, politici, giornalisti. Le aristocrazie finanziarie ci hanno imposto il lockdown per indebolire l’economia nazionale, scalfire la sovranità degli Stati, gettare le fondamenta di un regime globocratico: Il Nuovo Ordine Mondiale. Vengono impiegati strumenti come misure restrittive, decreti criminali, approvati placidamente da un fedele luogotenente, l’ex avvocato del popolo, che si è venduto alla causa arcobalenista e no-border. Menomale che c’è Pappalardo! L’ex generale dell’Arma dei Carabinieri è il coraggioso e indomito leader della Resistenza: i suoi partigiani indossano gilet arancioni e lottano per preservare la sovranità del popolo italiano, violentata dal perbenismo gender-fluid e dall’eurocrazia monetaria.

Il 30 maggio, Pappalardo porta in Piazza del Duomo centinaia di persone, il popolo sovrano. Al fianco dei partigiani si battono i neofascisti di Casapound: “La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un’uguaglianza: è un privilegio!” (Benito Mussolini)  e la libertà è stata oppressa da decreti incostituzionali e illegittimi.

Il 2 giugno, festa della nostra Repubblica, il sole bacia dolcemente Roma e i gilet arancioni riempiono Piazza del Popolo. Il caldo è asfissiante, lo spazio è tanto, ma i manifestanti sono una formazione unita, compatta, che viola le restrizioni criminali imposte da uno Stato autoritario e dispotico. Si abbracciano, si sgolano, sbraitano e inveiscono contro il governo mentre sfumano le immagini di una Bergamo immersa nel silenzio, dimenticata dal popolo sovrano, dove un tetro corteo funebre sfila lungo le strade della città addormentata per trasportare le bare da una regione all’altra, su dei veicoli militari.

A Roma si fa sera, la stanchezza sopraggiunge: i manifestanti cominciano a disperdersi, le strade si svuotano. La stessa stanchezza a fine giornata piega l’infermiera, che sogna, col viso bello e stanco rigato dalle lacrime e segnato dalla mascherina, la fine di questa guerra: gli eroi della scorsa settimana sono collaborazionisti, soldati del Nuovo Ordine Mondiale, pedine del regime globalizzato.

Giunge la notte e il popolo sovrano, quello dell’articolo 1, si addormenta; muore la ragione, trionfa l’ignoranza. Il sole cala e tramonta su un’altra giornata sprecata. 

A cura di Michelangelo Mecchia

Si ringrazia il professor Diego Fusaro per alcuni vocaboli utilizzati nell’articolo. 

Redazione

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