20 Gennaio 2020 - 13:39
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Il Natale in Svezia

In genere quando pensiamo alla Svezia ci viene in mente il freddo, l’Ikea, forse gli Abba e Greta Thumberg. Poi ci viene in mente la neve e il natale, ed il natale in Svezia, non delude alcuna aspettativa e rispecchia in ogni singolo dettaglio l’immaginario che si ha di questa festività. Ma entriamo nello specifico. La festa di Santa Lucia (13 dicembre), è una delle ricorrenze più sentite in Svezia. E’ legata all’antica data del solstizio d’inverno e segue il calendario giuliano. Questa festa iniziò ad essere festeggiata nella nazione in modo diffuso a partire dal XVIII secolo. Durantequesto giorno, vige la tradizione secondo cui la figlia maggiore di ogni famiglia debba alzarsi presto la mattina e, con indosso una veste bianca, una sciarpa rossa e una corona con delle candele in testa, e portare il caffè con i tipici dolci della festa, i lussekatter, delle focaccine a base di uvetta e zafferano. 

Rimanendo in ambito culinario, da non perdere i pepparkakor, i biscotti tipici allo zenzero. 

Personalmente ho avuto la fortuna di visitare Stoccolma a metà novembre e nonostante il mese natale fosse dopo ancora un mese, ho potuto percepire e pregustare che sarebbe a breve arrivato. Le prime luminarie infatti, iniziano ad accendersi proprio in quel periodo e l’aria invernale comincia decisamente a farsi sentire. 

Molti pensano che facendo buio molto presto (all’incirca alle 16:00), il paesaggio assuma di conseguenza un’immagine più triste mentre a mio modesto parere è esattamente il contrario, con i mercatini di natale intorno e un’ottima cioccolata calda con i mashmallow, ci si può sentire in tutti i modi, fuorchè tristi. 

Tornando alle tradizioni natalizie, non possiamo dunque non nominare la stella dell’avvento, simbolo anch’esso di luce, che pare sia arrivata per la prima volta in Svezia nel 1912 per mano di una professoressa di origine tedesca. Queste stelle di carta traforata, di diverse dimensioni e motivi decorativi, dotate di uno spazio centrale atto ad accogliere la lampadina, vengono appese alle finestre delle case ed accese quando il cielo si scurisce nel primo pomeriggio.

L’avvento però è anche il momento per accendere un altro ornamento popolare svedese, inventato nel 1934 da Oscar Andersson: il candelabro con sette candele.

Chiunque vada in Svezia nel periodo natalizio non potrà fare a meno di notare le finestre illuminate dai candelabri a forma di piramide. In alternativa a questo, nel mese di dicembre quattro candele dell’avvento vengono accese nel nostro paese, una alla volta, in previsione della nascita di Gesù.

Molte delle tradizioni che oggi vengono associate al periodo dell’avvento natalizio erano praticamente sconosciute meno di cento anni fa.

All’inizio del ‘900, divenne molto popolare una bevanda non alcolica alternativa alla birra, ovvero lo Julmust. Da non dimenticare il Glögg, la versione svedese del vin brulè, buonissimo. 

Il consumo di stoccafisso invece, ha origini molto antiche. In Svezia così come in molti altri paesi nordici, già nel medioevo questp pasto era considerato una portata tipica da consumarsi in occasione di festività quali la Pasqua, la festa di mezz’estate ed i funerali. Altra portata tipica è il prosciutto di Natale (Julskinka), che, al contrario dello stoccafisso, è un piatto relativamente moderno. In tempi passati, quando le famiglie svedesi si dedicavano direttamente alla macellazione degli animali, una parte della carne di maiale veniva bollita e mangiata in occasione del Natale.

Tornando ai già citati mercatini di natale, a Stoccolma abbiamo l’imbarazzo della scelta; se vogliamo fare un giro presso quelli più tradizionali dobbiamo recarci a Stortorget, nel cuore della città vecchia, dove vi è un mercato piccolo ma ricco di atmosfera, se siamo interessati a prodotti di artigianato interessanti è invece a Hovstallet che dobbiamo andare. Molto suggestivo è anche il mercatino che si tiene nel cortile del palazzo di Drottningholm, attualmente dichiarato patrimonio dell’UNESCO. 

Articolo a cura di Flavia Restivo

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