23 Gennaio 2019 - 22:52
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Ecoreati: Chi inquina paga! #Neancheunavirgola

Ecoreati: quindici anni di reclusione.

Passo importante del Parlamento su un tema molto complesso, una guerra che andava avanti da troppo tempo
“Con l’approvazione degli ecoreati, finalmente chi inquina paga!” Questa è la promessa del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, all’indomani dell’approvazione della legge che introduce i reati ambientali nel codice penale. Tanti i commenti positivi dopo questo evento storico, tra cui quelli di Pietro Grasso (“Dopo anni di attese e ritardi il Ddl #Ecoreati è finalmente legge”) e Matteo Renzi (“Provvedimenti attesi da decenni diventano leggi. Oggi sui reati ambientali. E’ proprio #lavoltabuona”). A farla da padrone, in questo caso, come si è potuto ben capire, è il social più utilizzato da personaggi di tale rilievo per esporsi e per commentare qualsiasi evento: come sempre; ormai, accade, il Presidente del Senato e il Presidente del Consiglio hanno affidato a Twitter il ruolo di rendere pubblica la propria opinione. Ma cosa è cambiato? Una battaglia durata circa 18 anni ha posto fine a tutti i crimini contro l’ambiente: infatti, non sono più contravvenzioni, bensì delitti; diventano, così, reati l’inquinamento, il disastro ambientale, l’impedimento dei controlli, l’omessa bonifica, il traffico di materiale radioattivo. Raddoppiano i tempi di prescrizione e le pene possono arrivare fino a 15 anni di reclusione. A partire da oggi, le vergogne dei processi bloccati dalla decorrenza dei termini per disastri ambientali, vedi strage da amianto oppure il caso Bussi, con la discarica che ha provocato un forte inquinamento a falde idriche che servono quasi un milione di persone, non ricapiteranno più, con l’ulteriore e ovvio auspicio che le nuove norme riducano, innanzitutto,  il numero di disastri di tale portata.

L’approvazione della legge ha avuto tempi molto lunghi: tanti sono stati i rinvii che hanno causato questa lunga ed interminabile gestazione, ma, dopo un po’, il Senato ha deciso di porre la parola “fine”. Ed anche la decisione finale non è stata la più semplice: si rischiava di rinviare nuovamente alla Camera, in quanto c’erano vari gruppi che volevano apportare modifiche al testo, con l’effetto che l’approvazione della legge avrebbe subito ulteriori ritardi. Ma, a fine serata, la stanchezza e la voglia di tanti a dare, finalmente, un segnale chiaro hanno condotto al decisivo “sì”.

Sicuramente, è stata una mossa eccellente e finalmente abbiamo avuto una risposta dal nostro Parlamento, una risposta netta e decisa: chi commette un ecoreato paga! In questo modo, si va a colmare una lacuna giuridica che ha già causato troppi danni, permettendo, allo stesso tempo, una dura lotta contro illeciti ed illegalità. La decisione di questa legge sicuramente è stata comune, aiutata a nascere dalla spinta delle tante associazioni ormai presenti sul nostro territorio e in tante università italiane, proprio come Green Challenge, associazione della LUISS che lavora attivamente sul territorio di Roma e non solo.

Non potevano mancare critiche a tutto ciò, e, a dirla tutta, c’è un dubbio che assale anche me: la legge recita che verrà punito “Chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale”. Abusivamente?! C’è qualcosa che non mi torna, i giuristi attenti sapranno risolvere questa ‘incomprensione’…

 

di Luca Guerrasio

 

 

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