13 Luglio 2020 - 20:11
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Boxing Day, tra tradizione e grande calcio 

In Italia – così come in altri Paesi – il 26 dicembre è associato ad una festività religiosa, ossia il giorno di Santo Stefano. Nel Regno Unito e, in generale, in tutto il Commonwealth, però, il 26 dicembre è associato ad una festa laica, ossia il Boxing Day. Questa festa è stata istituita ufficialmente nel 1871 ma, stando all’Oxford English Dictionary, già negli anni ’30 del XIX secolo, si trovano tracce del termine “Boxing Day”.

L’origine di questa espressione deriva da una tradizione secolare, ossia quella di regalare, nel giorno successivo al Natale, doni ai propri dipendenti o ai membri delle classi sociali più povere, preparati in delle apposite scatole. In particolare, già molto prima del 1871, era usanza, per le famiglie britanniche più ricche, concedere un giorno di ferie alla servitù proprio il 26 dicembre, in modo da permetter loro di visitare parenti e amici.

In quell’occasione, le famiglie benestanti donavano a ogni servitore una scatola contenente dei regali e, a volte, avanzi di cibo. 
Sin dalla fine dell’800, inoltre, i britannici hanno gradualmente iniziato ad associare il Boxing Day anche ad un altro fenomeno, vale a dire quello calcistico. Il 26 dicembre 1860, infatti, si è disputata la prima partita ufficiale nella storia del calcio, la quale ha visto contrapposti lo Sheffield FC e l’Hallam FC. 

Con il passare degli anni, questa data si iniziò ad affermare come il giorno nel quale i lavoratori si dedicavano al calcio. Nel 1888, poi, si giocò il primo campionato ufficiale della Football League e, il 26 dicembre di quell’anno, il Preston North End sconfisse il Derby County 5-0. Inizialmente, le partite erano divise tra 25 e 26 dicembre ma, a partire dagli anni ’50, le partite natalizie hanno perso sempre più quota, fino a quando il Boxing Day è divenuto il giorno per eccellenza del calcio natalizio britannico.

Una grande particolarità delle partite giocate in questa giornata è che, nei limiti del possibile, tutti i match avvengono tra squadre geograficamente non troppo lontano tra di loro, di modo che i tifosi non debbano affrontare trasferte eccessivamente lunghe. Non a caso, il riscontro di pubblico, nelle partite del Boxing Day, è sempre eccezionale (anche per i già alti standard britannici in termini di affluenza di pubblico). Il Boxing Day più celebre è sicuramente quello del 1963, quando nelle 10 partite della giornata furono segnati ben 66 gol (quasi 7 a partita); in particolare, spicca il clamoroso 10-1 con il quale il Fulham sconfisse l’Ipswich. 

In Italia, dove il calcio britannico è molto popolare da decenni, si è deciso, lo scorso anno, di replicare il modello inglese e, dunque, far giocare le squadre di Serie A il 26 dicembre. L’esperimento, a livello di affluenza del pubblico, è stato sicuramente un successo ma, purtroppo, tutto è passato in secondo piano a causa di quanto accaduto durante la partita Inter-Napoli, sia fuori (con gli scontri tra tifosi e la morte di un ultrà del Varese, che era andato a Milano in supporto degli ultrà interisti) che dentro (con i ripetuti ululati nei confronti del difensore senegalese Kalidou Koulibaly) San Siro.

Quest’anno, purtroppo, l’esperimento non sarà ripetuto, e la Serie A osserverà la sua tradizionale pausa natalizia. Ufficialmente, non è stato affermato che questa decisione sia stata presa a causa dei fatti di Milano; fatto sta, in ogni caso, che quest’anno gli appassionati italiani torneranno a concentrarsi esclusivamente sul calcio d’Oltremanica.

Articolo a cura di Stefano Pasquali

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