15 dicembre 2017 - 3:39
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Alla scoperta di Humans of Guido Carli

Humans of Guido Carli è un appassionante progetto che si sta pian piano facendo largo nella community social del nostro ateneo riscuotendo un notevole successo.
L’idea di base è quella di raccontare attraverso i volti dei nostri compagni le storie che si intrecciano dietro i banchi dell’università.
Incuriositi da questa idea abbiamo deciso di intervistare i due admin della pagina: L. ed E.
Come nasce Humans?
L. : Humans è nato a seguito di una riflessione che feci ormai qualche tempo fa riguardo una particolare tendenza che avevo riscontrato sui social network. La tendenza era quella di prendere in giro gli studenti, di raccontarli per i loro lati negativi pur di far ridere la gente. Allora decisi di creare una pagina che raccontasse il volto umano e le storie nostre dei nostri colleghi. Vorrei aggiungere che l’ho fatto anche per un motivo egoistico: quando creai Humans vivevo un periodo in cui avevo bisogno di ritrovare fiducia in me stessa e nelle persone. Sono convinta che il confronto con gli altri sia davvero importante per riscoprire le proprie parti migliori.
 
Cosa cercate quando intervistate una persona? 
E. : Quando intervisto una persona (mi occupo in particolare di questo aspetto del progetto) evito di forzarlo per ottenere qualche citazione filosofica o altro, cerco piuttosto di far sì che la persona si racconti per quello che è ed è incredibile come con domande semplici le persone riescano ad aprirsi e raccontare i propri aspetti più intimi.
 
Pensate che si possa parlare di una pagina Facebook come di un “progetto artistico”? 
L. : C’è una frase che ricordo sempre tratta dal mio film preferito: il protagonista chiede a un tatuatatore che ha appena detto che il suo non è un lavoro ma un’arte: “hai mai notato come ormai tutti facciamo qualcosa di artistico?”.
Penso che il concetto di arte sia difficile da definire, è una percezione molto soggettiva e ognuno è libero di riservarsi di decidere cosa è arte e cosa no.
Dal mio punto di vista, al contrario, penso che si possa parlare di un progetto scientifico, antropologico, perché in fondo non è altro che uno “studio” sulle persone.
Cosa riserva il futuro per Humans? 
E. : Abbiamo qualche idea per il futuro, innanzitutto dobbiamo prendere atto del fatto che il nostro tempo in università sta per finire, per questo abbiamo deciso di organizzare un contest a cui tutti possano partecipare per  capire chi farà in modo che Humans continui anche dopo di noi . Per me e L. Humans è come un figlio e abbandonarlo sarebbe un dispiacere troppo grande.
 
Pensate che la LUISS abbia un capitale umano che si presta particolarmente ad un progetto del genere? 
L. ed E. : Pensiamo di averlo dimostrato.
A cura di Stefano Castellana Soldano 

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