15 dicembre 2017 - 3:37
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8 MARZO OGNI GIORNO!

L’8 marzo è la festa della donna, una festa celebrata in tutto il mondo, per ricordare ancora una volta il valore delle donne. Quello che dovremmo veramente chiederci è se riusciamo a dare una reale importanza a questa festa o se si riduce tutto ad una scusa per regalare una mimosa. Il valore della donna dovrebbe celebrarsi tutti i giorni e lo dovremmo ricordare soprattutto quando sentiamo la storia di Hashi, una ragazza che oggi ha 19 anni, una come tante, con un’unica “colpa”, quella di essere nata in Bangladesh.

Hashi ogni giorno si prostituisce, con una media di 15-20 clienti al giorno ed un guadagno (se così può essere chiamato) che non arriva neanche a 10 euro (800-1000 taka al giorno). Non possiede una casa perché si sa che la vita a volte non smette mai di essere crudele; tutto ciò che ha è una minuscola stanza nel bordello di Kandapara, a Tangail, città situata a nord-est del Bangladesh. Per attirare ogni giorno clienti trasforma il suo corpo da bambina in adulta facendo uso di Oradexon, uno steroide utilizzato dagli allevatori per far ingrassare i bovini. Tra le sue compagne è una delle più grandi, alcune di loro vengono sfruttate già da quando hanno 12 anni. Ha solo 14 anni e “serve” dai 20 ai 25 clienti al giorno. Sua madre fa la prostituta ed è a lei che vanno i soldi guadagnati dalla figlia. Tutto ciò che spetta a questa bambina è un pasto tre volte al giorno.

E’ dopo aver letto queste storie che mi chiedo veramente che significato venga attribuito alla parola “donna”. Essere donna è tutt’altro che semplice, è impegnativo, è combattere una battaglia diversa ogni giorno, è cadere con la consapevolezza che rialzarsi sarà più difficile che mai e dimostrare continuamente di essere all’altezza. Oriana Fallaci diceva che: “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.”

Per questo ogni giorno quando ci svegliamo dovremmo ricordarci che grande privilegio è avere dei diritti e combattere per questi. E quando diciamo “donna” ricordiamoci più spesso di chi vive senza avere tali diritti e soprattutto di chi vive senza la speranza in una vita migliore. Dovremmo combattere la nostra battaglia anche un po’ per loro.

Gaia De Giovanni

Gaia De Giovanni
“Per aspera ad astra”

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